L'oracolo Btp da tempo predice recessione e default

Nell’antica Grecia ci si rivolgeva frequentemente agli oracoli alla ricerca di saggi consigli o predizioni circa eventi che si sarebbero manifestati nel futuro, anche in tema economico, ad esempio in riferimento al sorgere ed alla durata delle devastanti carestie che colpivano quelle regioni.

Anche a quei tempi arcaici la speculazione era già una componente fondamentale dei mercati e giocava un ruolo decisivo nella realizzazione dei profitti e delle perdite, a conferma che la natura umana è sempre la stessa (immutabile) nel corso della storia. Per i coltivatori di grano era pertanto importantissimo cercare di scrutare il futuro nel tentativo di predire l’inizio e la fine delle carestie al fine di stabilire la quantità di materia prima da stoccare nei depositi o da mettere in circolazione.

A distanza di qualche millennio la speculazione rimane sempre tale. Oggi come allora gli attori economici sono pertanto costantemente alla ricerca di segnali in grado di annunciare anzitempo l’evoluzione futura di determinati eventi e a tal scopo si rivolgono alla consultazione dei prezzi di mercato.

Così come l’oracolo di Delfi era sicuramente il più famoso e consultato nella civiltà “mitologica”, oggigiorno le quotazioni del mercato obbligazionario rappresentano la fonte più completa di informazioni disponibili. Nonostante le obbligazioni, pubbliche e private, costituiscano una miniera contenente preziosissime indicazioni, solo recentemente, in tempi di crisi del debito sovrano, sono diventate di attualità e di superficiale uso comune da parte dei mass media.

La struttura a termine dei tassi d’interesse, costantemente e dettagliatamente analizzata su questo blog, ed il rendimento del Btp decennale, rappresentano quegli strumenti fondamentali per comprendere le aspettative future del mercato circa il manifestarsi di alcuni eventi economico-finanziari.

In particolare, il rendimento del Btp decennale, se analizzato correttamente, è in grado di fornirci l’esatta composizione del rischio Italia. Errore comune è quello di associare il rendimento di un btp esclusivamente al rischio insolvenza dell’emittente, lo stato italiano.

In estrema sintesi, il rendimento di un titolo di stato contiene informazioni circa:

  • il premio per il rischio inflazione
  • il premio per il rischio insolvenza
  • il premio per il rischio liquidità

 


Il grafico illustra l’andamento del rendimento del btp decennale nel corso del 2011 e le due principali componenti di tale rendimento, il premio richiesto per il rischio inflazione ed il premio richiesto per il rischio insolvenza. Tale scomposizione del rischio è stata ottenuta attraverso il calcolo della cosiddetta inflazione di pareggio (Break Even Inflation), cioè la differenza che intercorre tra il rendimento nominale di un btp avente vita residua di 10 anni ed il rendimento nominale di un btp indicizzato all’inflazione avente stessa vita residua. Tale differenza, il rendimento reale, esprime il premio richiesto per il rischio inflazione mentre la differenza tra il rendimento nominale del btp ed il rendimento reale del btp indicizzato esprime il premio richiesto per il rischio default.

 

Esercizio di fondamentale importanza è quello di isolare le singole componenti in modo tale da poterle analizzare separatamente per ottenere quel dettaglio informativo essenziale per comprendere le aspettative degli attori di mercato in riferimento al rischio insolvenza e alla congiuntura economica.

 

 

Il grafico illustra l’andamento temporale delle due principali componenti del rischio Italia, il premio richiesto per il rischio inflazione ed il premio richiesto per il rischio insolvenza. In riferimento al premio per il rischio inflazione sono riportati i valori calcolati sia sul mercato primario sia sul mercato secondario dei titoli di stato.

 

A partire dal mese di giungo 2011, il mercato obbligazionario dei titoli di stato ci sta dicendo che il premio richiesto per il rischio insolvenza dell’Italia è in drammatico aumento ed il premio per il rischio inflazione è in caduta libera. Lo scenario atteso per i prossimi mesi è pertanto quello di una recessione economica in un contesto di crisi finanziaria del settore pubblico.

 

Per quanto riguarda il premio richiesto per il rischio liquidità l’esperienza mi suggerisce che esso può essere semplicisticamente inglobato al rischio per insolvenza poiché quando un mercato diventa illiquido è sintomatico di una crisi di liquidità in corso che a sua volta è strettamente correlata con un deterioramento del merito creditizio, quindi con il rischio insolvenza.
Il grafico illustra il rendimento del Btp decennale unitamente allo spread denaro/lettera delle quotazioni sul mercato secondario dei titoli di stato. Già a partire dall’inizio dell’attuale crisi economico-finanziaria (2008) questo spread ha iniziato una vertiginosa salita indicante una crisi di liquidità in atto sul mercato.